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HGT S.r.l. nasce nel Giugno 2012 come azienda di consulenza e progettazione tecnica.

Formata da uno staff di esperienza decennale nel campo che partecipa attivamente al Comitato Tecnico del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), HGT decide, quindi, di espandersi nella progettazione di impianti di sicurezza (TVCC) e antintrusione per soddisfare al meglio la crescente richiesta di mercato.

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STAZIONE DI RICARICA PER VEICOLI ELETTRICI

(electric vehicle charging station)

Premessa

Vogliamo fornirvi una guida sulle modalità di ricarica delle auto elettriche con una breve introduzione storica sull’argomento.

Il veicolo elettrico, noto anche come “electric vehicle” o semplicemente “EV”, utilizza uno o più motori elettrici per il movimento; il veicolo utilizza le batterie ricaricabili per alimentare il motore.

Ci sono diversi tipi di veicoli elettrici:

  • Auto,
  • Autobus;
  • Treni;
  • Biciclette;
  • Aerei;
  • ecc…

Un po di storia

Il primo elettromotore, costruito nel 1828, e le istruzioni per l’uso di Jedlik sono conservati al Museo delle Arti Applicate di Budapest. Il motore funziona ancora perfettamente oggi.

La forza motrice elettrica iniziò nel 1827, quando il prete Benedettino Ányos Jedlik, nato sotto il Regno di Ungheria, oggi territorio Slovacco, costruì il primo motore elettrico dotato di statore, rotore e commutatore; l’anno successivo lo usò per alimentare una piccola “auto”.

primo veicolo di Thomas Parker

Il primo progetto di motore elettrico su di un veicolo si deve a Thomas Parker nel 1884 (migliorò sia la dinamo che le batterie al piombo acido per le auto a benzina); di fatto è riconosciuto il pioniere nelle innovazioni delle apparecchiature elettriche della metropolitana di Londra e nei tram a Liverpool e Birmingham.

Alla fine del XX secolo i veicoli ibridi e veicoli elettrici iniziano a essere affrontati con maggiore attenzione dalle case automobilistiche; si raggiungono così, grazie alle produzioni più performanti di motori elettrici e pacchi batterie, quelle innovazioni che oggi abbiamo sulle auto elettriche che stanno modificando il mercato dell’auto.
L’impulso inizia nel 1997 con la Toyota Prius, un veicolo ibrido, e nel 2008, con la Tesla Roadster, un veicolo al 100% elettrico.

Questi due passaggi storici di auto elettriche ci hanno mostrato che realizzarle è possibile e con grande successo.

Oggi come si ricarica un EV

In questi ultimi anni crescono sempre di più le istallazioni di colonnine per la ricarica elettrica di veicoli; con il termine colonnina indichiamo il punto in cui l’auto fa il pieno di energia.
Le colonnine sono appositamente realizzare con tutti i sistemi di sicurezza al fine di evitare spiacevoli conseguenze che a volte possono raggiungere un livello considerato grave. Si consiglia di evitare di improvvisarsi costruttori di colonnine per la ricarica di veicoli ricordando che la corrente non si vede e quando si vedono i suoi effetti è troppo tardi.

Definiamo quattro modalità di ricarica per i veicoli elettrici (EV)

  • Modo 1; ambienti privati
    collegamento diretto del veicolo elettrico alle normali prese di corrente; nessun controllo al di fuori del vostro veicolo sul flusso di energia durante la ricarica; consigliato solo per veicoli a due ruote
  • Modo 2; consigliata in ambienti privati
    utilizzo del cavo di alimentazione del veicolo stesso con un sistema di sicurezza PWM con collegamento alle normali prese di corrente; il sistema permette di gestire il flusso di energia al di fuori del veicolo in sicurezza; potenze in gioco limitate e tempi di ricarica non immediati
  • Modo 3
    obbligatorio per gli ambienti pubblici, la ricarica deve avvenire tramite sistema dedicato di alimentazione dotato di connettori specifici
  • Modo 4
    ammessa solo in ambiente pubblici è una ricarica in corrente continua (es. 200A, 400V in c.c.)

MODO 1

Modalità di ricarica 1
Modo 1

Esso è costituito da un collegamento diretto del veicolo elettrico alle normali prese di corrente. Non è quindi previsto il PWM (Pulse Width Modulation). Questa modalità è adatta principalmente per bici elettriche e alcuni scooter.
Non è consigliato applicarla alle auto elettriche.

Con questo sistema si ha una ricarica lenta, mediamente dalle 6 alle 8 ore con una corrente a 16 A, (corrente alternata). Può essere usata solamente in ambiente domestico privato. È possibile utilizzare una semplice presa domestica o una presa industriale fino a 32 A.

MODO 2

Modo 2

Sul cavo di alimentazione del veicolo è presente un dispositivo denominato Control Box (Sistema di sicurezza PWM) che garantisce la sicurezza delle operazioni durante la ricarica. Le prese utilizzabili sono quelle domestiche o industriali fino a 32A (sia monofase che trifase – max 22 kW).

Analogamente al primo modo la ricarica è lenta tra le 6 e 8 ore a 16 A (sempre in corrente alternata), ammessa in ambiente domestico e pubblico.

MODO 3

Modo 3

La terza modalità è obbligatoria per gli ambienti pubblici. La ricarica deve avvenire tramite sistema di alimentazione dedicato dotato di connettori specifici dove è presente il sistema di sicurezza PWM; essa può essere di tipo lento (16A 230V), che varia dalle 6 alle 8 ore, oppure di tipo rapido (32A 400V): per quest’ultima il tempo di ricarica, che può variare tra i 30min e 1 ora, è puramente indicativo perché è in funzione della richiesta proveniente dallo stato della batteria.

MODO 4

Modo 4

La quarta modalità, ammessa solo in ambienti pubblici, è una ricarica in corrente continua (es. 200A, 400V): questo sistema permette una ricarica che varia tra i 5 e i 30 min tramite caricabatterie esterno al veicolo, posizionato all’interno della colonnina.

Questo metodo di ricarica rapida è stato denominato CHAdeMO, dalla CHAdeMO Association, che si aggiunge allo standard europeo denominato CSS Combo.

Conclusioni

Per maggiori informazioni sulle nostre soluzioni : STAZIONI DI RICARICA

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